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26 novembre 2004

La nuova legge urbanistica regionale e il p.i.r.u.e.a.

snoopy che scrive
    ENTRA IN VIGORE LA NUOVA LEGGE REGIONALE SULL'URBANISTICA
                                        (L.R. N. 11 DEL 23.04.2004)  
Un articolo a cura dell'Arch. Lorenzo Barbon (Capo Ufficio Tecnico Comunale)

La Regione Veneto ha approvato la nuova legge urbanistica, in sostituzione della L.R. n. 61/85. La nuova legge regionale (n. 11 del  23.04.2004) è entrata in vigore il giorno 23 ottobre 2004, dopo l'approvazione degli otto atti di indirizzo da parte della Giunta Regionale, pubblicati sul B.U.R. in data 22.10.04. La legge è stata elaborata attraverso varie proposte ed utilizzando il sistema della sperimentazione. Le novità più significative introdotte dalla nuova norma sono le seguenti:  

èSono confermati i tre livelli di pianificazione: Regione, Provincia e Comune con gli strumenti rispettivi:
P.T.R.C. ( Piano territoriale regionale di coordinamento ), P.T.C.P. ( Piano territoriale di coordinamento provinciale ), P.A.T. ( piano di assetto del territorio ) e P.I. ( Piano degli interventi comunali , ovvero piano del Sindaco );

èIl P.R.G. (Piano regolatore comunale) si articola in due strumenti: 
1) Il P.A.T., che ha valenza decennale, fissa gli obiettivi e le condizioni di sostenibilità degli interventi e delle trasformazioni ammissibili ed in particolare:
a) acquisisce l'insieme delle informazioni ed i dati per dare un quadro conoscitivo del territorio ( Banca dati );
b) stabilisce le invarianti ( ciò che non è modificabile ) di natura geologica, geomorfologica, idrogeologica, paesaggistica, ambientale, storico-monumentale e architettonica;
c) individua gli ambiti territoriali soggetti a tutela, riqualificazione e valorizzazione per migliorare la qualità urbana e territoriale;
d) recepisce i S.I.C. ( siti di interesse comunitario )  per gli habitat naturali. Sul Piave ne è previsto uno , già recepito sulla variante al P.R.G. approvata da poco dalla Regione Veneto,
e) individua gli ambiti per la formazione dei parchi e riserve naturali di interesse comunale;
f) determina il limite massimo di area agricola trasformabile in zona diversa da quella agricola ;
g) fissa una specifica disciplina per i centri storici, per le zone di tutela e per le fasce di rispetto e per le zone agricole;
h) assicura il rispetto delle dotazioni minime degli standards a servizi ( parcheggi-verde-servizi pubblici );
i) determina i parametri edilizi ( indici, distanze, altezze, destinazioni d'uso ) per gli ambiti territoriali omogenei ( chiamati ATO ) ;
j) fissa le linee preferenziali di sviluppo insediativo e le aree di riqualificazione e riconversione;
k) precisa le modalità di applicazione della perequazione e della compensazione ( nuovi strumenti );
l) detta criteri per gli interventi di miglioramento, di ampliamento o per la dismissione delle attività produttive in zona impropria;
m) individua le aree di urbanizzazione consolidata in cui è sempre possibile l'intervento di nuova costruzione o di ampliamento di edifici esistenti;
n) stabilisce i criteri per l'individuazione dei siti per la localizzazione di reti e servizi di comunicazione elettronica ad uso pubblico;
o) elabora la normativa di carattere strutturale in applicazione di leggi regionali di altri settori;
Il P.A.T. è formato da una relazione tecnica, dagli elaborati grafici, da una banca dati sul quadro conoscitivo del territorio. La procedura di approvazione è la seguente:
La giunta comunale elabora un documento preliminare e lo invia al Consiglio Comunale per l'adozione del piano;
Entro otto giorni il piano è depositato per trenta giorni. Nei successivi trenta giorni chiunque può fare osservazioni.  Nei successivi trenta giorni  il piano adottato è trasmesso alla Provincia , che ha cento-venti giorni di tempo per approvarlo, scaduti i quali il piano si intende approvato. Il piano diventa efficace quindici giorni dopo la pubblicazione sul BUR , e viene depositato presso la segreteria del Comune  a disposizione del pubblico ed ha validità a tempo indeterminato;
2) Il P.I., che ha durata quinquennale, si rapporta con il bilancio pluriennale comunale, con il programma triennale delle opere pubbliche e con gli altri strumenti comunali settoriali, si attua attraverso interventi diretti o per mezzo di piani urbanistici attuattivi ( P.U.A. ). Il P.I. provvede a :
a) suddividere il territorio comunale in zone territoriali omogenee  ( zone A-B-C-D-E-F ) secondo criteri stabiliti dalla Giunta Regionale con specifico atto di indirizzo;
b) individuare le aree in cui l'intervento è suboordinato alla predisposizione di un P.U.A., nonché definisce i parametri per le varianti agli stessi;
c) individuare le unità minime di intervento , le destinazioni d'uso e gli indici edilizi, le modalità di intervento sul patrimonio edilizio esistente da salvaguardare, e sugli interventi di trasformazione e di conservazione
d) definire e localizzare le opere ed i servizi pubblici e di interesse pubblico nonché quelle relative a reti e servizi di comunicazione;
e) individuare e disciplinare le attività produttive da confermare in zona impropria e gli eventuali ampliamenti, nonché quelle da trasferire mediante convenzionamento , o anche con i crediti edilizi;
f) dettare la specifica disciplina  per i centri storici, per le fasce di rispetto e per le zone agricole;
g) dettare la normativa di carattere operativo per le attività commerciali , per il piano urbano del traffico, per il piano urbano dei parcheggi, per il piano per l'inquinamento luminoso, per la classificazione acustica, per i piani pluriennali per la mobilità ciclistica;
Il P.I. è formato da una relazione programmatica, che indica i tempi, le priorità operative ed il quadro economico, dagli elaborati grafici, dalle norme tecniche operative, dal prontuario per la qualità architettonica e per la mitigazione ambientale, dal registro dei crediti edilizi e da una banca dati sul quadro conoscitivo del territorio. La procedura di approvazione è la seguente:
Il Sindaco predispone un documento in cui sono evidenziati, secondo le priorità, le trasformazioni urbanistiche, gli interventi, le opere pubbliche da realizzare, nonché gli effetti attesi e lo illustra in una apposita seduta del Consiglio Comunale . Il  Consiglio Comunale  lo adotta e lo approva.
Entro otto giorni dall'adozione  il piano è depositato per trenta giorni. Nei successivi trenta giorni chiunque può fare osservazioni.  Nei sessanta giorni successivi alla scadenza del termine per le osservazioni il Consiglio Comunale controdeduce e approva il piano . Copia dello stesso è trasmesso alla Provincia , ed è depositato  in Comune per la libera consultazione. Il piano diventa efficace quindici giorni dopo la pubblicazione sul BUR . Decorsi cinque anni dall'entrata in vigore del piano decadono le previsioni relative alle aree di trasformazione o espansione  soggetti a PUA non approvati, a nuove infrastrutture e aree per servizi per le quali non siano stati approvati i relativi progetti esecutivi, nonché i relativi vincoli preordinati all'esproprio.

èPerequazione urbanistica quale strumento per l'equa distribuzione, tra i proprietari degli immobili interessati dagli interventi , dei diritti  edificatori e degli oneri derivanti dalla realizzazione delle dotazioni di servizi;

èCredito edilizio quale strumento per rimuovere le eventuali opere incongrue, gli elementi di degrado, gli elementi di miglioramento della qualità urbana e di riordino della zona agricola, sulla base di obbiettivi di ripristino e di riqualificazione urbanistica, paesaggistica, architettonica e ambientale del territorio. La demolizione delle opere incongrue, l'eliminazione degli elementi di degrado, la realizzazione degli interventi di miglioramento della qualità urbana, paesaggistica, architettonica e ambientale determinano un credito edilizio;

èCompensazione urbanistica quale strumento che permette ai proprietari  di aree o edifici soggetti a vincolo preordinato all'esproprio di recuperare adeguata capacità edificatoria, anche mediante il credito edilizio,  su altre aree o edifici, anche di proprietà pubblica, previa cessione all'amministrazione dell'area oggetto di vincolo espropriativo;

è
Edificabilità in zona agricola. Vige ancora la L.R. 24/85 sino all'approvazione del primo PAT e del primo PI e , comunque, per non più di un anno decorrente dall'entrata in vigore di tutta la legge, ovvero sino al 23.10.2005 . A regime la legge introduce  delle notevoli modifiche rispetto alla precedente normativa. Si passa dal concetto del fondo agricolo con le relative culture e indici al concetto di azienda agricola vitale e produttiva . Infatti l'edificazione è concessa a condizione che:  il richiedente sia imprenditore agricolo e titolare di un'azienda agricola, sulla base di un piano aziendale approvato, con i seguenti requisiti minimi:visione zona agricola
a) iscrizione all'anagrafe regionale;
b) occupazione di almeno una unità lavorativa a tempo pieno , regolarmente iscritta presso l'INPS;
c) redditività minima definita sulla base di parametri stabiliti dalla Giunta Regionale;
Sono consentiti gli ampliamenti sino a 800 mc. per le case di abitazione esistenti. Le nuove abitazioni sono ammesse, purchè non esistano abitazioni nell'azienda agricola, fino ad un limite di 600 mc. per ogni azienda, applicando i sopracitati criteri. L'edificazione è soggetta ad un vincolo di non edificabilità, trascritto presso la conservatoria dei registri immobiliari, la cui superficie ed estensione è calcolata attraverso una formula che mette in gioco il reddito reale da piano aziendale dell'impresa agricola , la redditività minima dell'azienda ( superficie da vincolare = ( redditività minima/ reddito reale da piano aziendale ) x (( mc esistenti + mc in progetto / 1200 ) x superficie reale aziendale  ) . Questa norma riduce notevolmente le possibilità edificatorie in zona agricola , limitandole alle aziende agricole attive ed effettive, in ottemperanza ad un preciso indirizzo politico di recuperare la zona agricola , ormai compromessa da un'edificazione diffusa e sconsiderata.

I P.R.G. vigenti e loro varianti mantengono efficacia fino all'approvazione del primo PAT.
In conclusione questa nuova legge introduce delle innovazioni interessanti e molto utili, anche se lascia qualche preoccupazione sulla effettiva applicabilità di alcuni strumenti previsti, quali la perequazione urbanistica, il credito edilizio e la compensazione urbanistica. Sulla procedure di approvazione del P.R.G. c'è sicuramente un beneficio , essendo stato introdotto il silenzio assenso per l'approvazione del PAT e un limite temporale, che consentono di evitare  i tempi attuali della Regione ( mediamente un anno e mezzo ).

Breda di Piave, lì 29.10.2004